Trombosi del viaggiatore: quando il viaggio può diventare un rischio

Gambe e caviglie gonfie, senso di pesantezza dopo un lungo viaggio sono disturbi molto comuni, soprattutto durante l’estate. Nella maggior parte dei casi si tratta di una conseguenza del caldo e della prolungata permanenza in posizione seduta. 

Tuttavia, esistono situazioni in cui il gonfiore non deve essere sottovalutato. Quando compare insieme a dolore, rossore, calore localizzato o interessa  una sola gamba, potrebbe trattarsi di una condizione più seria: la cosiddetta trombosi del viaggiatore

Si tratta di un disturbo circolatorio che può svilupparsi durante o dopo viaggi molto lunghi, specialmente in presenza di fattori predisponenti. 

Cos’è la trombosi del viaggiatore 

La trombosi del viaggiatore è una forma di trombosi venosa profonda (TVP) favorita dall’immobilità prolungata durante spostamenti lunghi in auto, treno e soprattutto aereo, tanto da essere anche chiamata la “sindrome da classe economica”. 

Quando si rimane fermi in posizioni fisse ed obbligate per molte ore, il ritorno venoso rallenta e il sangue tende a ristagnare negli arti inferiori. Questo fenomeno può aumentare il rischio di formazione di coaguli all’interno delle vene profonde delle gambe (es. polpaccio e coscia). Rispetto alla trombosi superficiale, la TVP è una condizione più rara ma molto seria perché il trombo potrebbe staccarsi e viaggiare verso i polmoni, con esiti fatali. 

Il rischio è maggiore durante l’estate, perché il caldo provoca vasodilatazione e rallenta ulteriormente la circolazione venosa. 

Perché le gambe si gonfiano durante i viaggi lunghi 

Il gonfiore alle gambe durante un viaggio non è  sinonimo di trombosi

Molto spesso il problema è legato a: 

  • immobilità prolungata  
  • rallentamento del ritorno venoso  
  • alte temperature  
  • disidratazione  
  • insufficienza venosa preesistente.  

Quando si resta seduti a lungo, i muscoli del polpaccio si attivano meno e la loro azione di pompa muscolare diventa meno efficace . Il sangue tende quindi a ristagnare negli arti inferiori, causando gonfiore, pesantezza e tensione alle gambe. 

Nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi e temporanei, ma è importante riconoscere i segnali che richiedono attenzione medica. 

I segnali d’allarme da non sottovalutare 

Alcuni segnali possono indicare la presenza di una trombosi venosa profonda e richiedono una valutazione medica tempestiva. 

I sintomi più importanti sono: 

  • gonfiore improvviso di una sola gamba  
  • dolore al polpaccio  
  • crampi persistenti  
  • sensazione di tensione localizzata  
  • rossore  
  • aumento della temperatura della pelle nella zona interessata.  

A differenza del classico gonfiore da caldo o stanchezza, la trombosi tende spesso a interessare un solo arto e può essere accompagnata da dolore.  

Chi è più a rischio di trombosi durante un viaggio? 

Non tutte le persone hanno lo stesso livello di rischio. 

La probabilità di sviluppare una trombosi del viaggiatore aumenta in presenza di alcuni fattori

  • insufficienza venosa  
  • familiarità o episodi precedenti di trombosi  
  • sovrappeso  
  • fumo  
  • gravidanza  
  • utilizzo di contraccettivi orali o alcuni farmaci ormonali  
  • interventi chirurgici recenti 
  • età avanzata  
  • immobilità superiore a 4-6 ore 
  • alcune patologie concomitanti 

Anche chi viaggia frequentemente per lavoro o affronta tratte aeree molto lunghe dovrebbe prestare particolare attenzione alla salute circolatoria. 

La disidratazione aumenta il rischio di trombosi 

Uno degli errori più comuni durante i viaggi è bere troppo poco. 

La disidratazione rende il sangue più viscoso e può favorire ulteriormente il rallentamento della circolazione venosa, aumentando il rischio trombotico. 

Durante i viaggi lunghi è quindi importante mantenere una corretta idratazione, soprattutto nei mesi estivi e durante i voli aerei. 

Consigli per prevenire la trombosi del viaggiatore 

Alcune semplici abitudini possono aiutare a ridurre il rischio. 

  • Muoversi regolarmente. Durante i viaggi lunghi è consigliabile alzarsi e camminare ogni 1-2 ore, quando possibile. 
  • Eseguire movimenti anche da seduti. Muovere frequentemente piedi e caviglie aiuta a stimolare la circolazione e favorire il ritorno venoso. 
  • Bere acqua. Una corretta idratazione è essenziale per mantenere una buona fluidità del sangue. 
  • Indossare abiti comodi. Vestiti troppo stretti possono ostacolare ulteriormente la circolazione. 
  • Utilizzare calze a compressione. In alcune persone, soprattutto se già predisposte a problemi venosi, le calze elastiche compressive possono aiutare a migliorare il ritorno venoso durante il viaggio. 

Quando è utile una visita angiologica 

Le persone che presentano fattori di rischio dovrebbero valutare una visita specialistica prima di affrontare viaggi lunghi, soprattutto in aereo. 

Una visita angiologica permette di valutare la condizione venosa e stimare il livello di rischio tromboembolitico. 

Attraverso l’anamnesi, l’esame obiettivo e l’ecocolordoppler, lo specialista può valutare la condizione circolatoria  degli arti inferiori e definire eventuali strategie preventive personalizzate. 

Prevenire significa viaggiare in sicurezza 

La trombosi del viaggiatore è una condizione rara, ma potenzialmente molto seria, che non deve essere sottovalutata. 

Riconoscere i segnali d’allarme e adottare corrette strategie preventive permette nella maggior parte dei casi di ridurre  il rischio e affrontare viaggi lunghi in maggiore sicurezza. 

Presso MEDICALIA, la dott.ssa Rita Pepe, specialista in angiologia, esegue visite specialistiche per aiutare i pazienti a prevenire disturbi vascolari e complicanze legate alla trombosi venosa. 

Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire il parere, la diagnosi o il trattamento medico. In caso di dubbi o sintomi, si raccomanda di consultare sempre il proprio medico di fiducia o uno specialista. 

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