Anoressia nervosa, cosa sapere

L’anoressia nervosa è, assieme alla bulimia nervosa, uno dei più comuni disturbi dell’alimentazione.

“Tenersi in forma” e “mantenere la linea” sono oramai dei mantra quotidiani che si sentono ripetere dappertutto, ed inevitabilmente questo genera in molte persone la ricerca più o meno costante del peso-forma o la paura di ingrassare.

Vi sono però degli individui in cui questo timore di prendere peso diventa una vera e propria ossessione, provocando lo sviluppo di un disturbo del comportamento alimentare chiamato appunto anoressia nervosa.

Cos’è l’anoressia nervosa?

L’anoressia nervosa è una condizione patologica che rientra nel gruppo dei cosiddetti DCA, o disturbi del comportamento alimentare, caratterizzata da un introito calorico estremamente ridotto e dalla fobia di ingrassare.

Spesso, inoltre, chi è affetto da anoressia nervosa tende a fare molto esercizio fisico per compensare l’assunzione di calorie tramite il cibo, e trae una sensazione di piacere ed un aumento dell’autostima quando vede i numeri scendere sulla bilancia.

Questo disturbo è più frequente nelle ragazze adolescenti o nelle giovani donne, ma diventa sempre più comune riscontrarlo anche in individui di sesso maschile e in età più avanzata.

Cause

Come la maggior parte dei DCA, anche nel caso dell’anoressia nervosa è difficile riconoscere un’unica causa scatenante.

Spesso chi ne è affetto parte da una condizione in cui non accetta il proprio corpo, o viene deriso per esso, oppure è determinato a raggiungere un ideale di perfezione, quasi sempre dettato dai social media o dalle persone circostanti.

Altre volte le motivazioni sono un po’ più “profonde”, ricercando nella ferrea autodisciplilna riguardo cibo e peso un tentativo di presa di comando sulla propria vita.

Sono stati poi studiati dei fattori che sembrano avere un ruolo rilevante della patologia, quali:

  • fattori biologici, in modo particolare alcuni geni ed ormoni. Secondo alcuni studi, sarebbe coinvolta anche la serotonina, una molecola notoriamente implicata nello sviluppo delle sindromi depressive e ansiose;
  • ambiente, specialmente se vi è una forte pressione per il conseguimento di una certa figura corporea, ad esempio da parte dei già citati social-media, ma può capitare anche in famiglia o nell’ambiente lavorativo o sportivo;
  • tratti psicologici, soprattutto coloro che soffrono di un disturbo ossessivo-compulsivo, o DOC, sembrano essere più predisposti a sviluppare e poi mantenere delle regole molto rigide sull’alimentazione e il peso.

Sintomi e complicanze dell’anoressia nervosa

Riconoscere l’anoressia nervosa spesso può essere difficile, poiché i comportamenti messi in atto possono essere molto differenti, come:

  • mangiare piccolissime quantità di cibo
  • fare molto esercizio fisico
  • provocarsi il vomito
  • abusare di diuretici o lassativi

Queste sono solo alcune delle modalità che chi è affetto da anoressia può sfruttare per ridurre e mantenere un certo peso.

A volte, chi sta accanto ad un individuo con questo disturbo racconta di aver notato una maggiore irritabilità, un isolamento sociale, un umore depresso o dei cambiamenti nelle abitudini di questa persona, la quale nella maggior parte dei casi nega, perlomeno inizialmente, di avere un problema.

Inoltre, va da sé che la perdita di peso, accompagnata ad un introito insufficiente di nutrienti e vitamine importanti per il nostro organismo, può comportare lo sviluppo di sintomi più “fisici”, come:

  • pressione bassa
  • stanchezza
  • secchezza della cute
  • caduta e assottigliamento dei capelli
  • stitichezza
  • interruzione delle mestruazioni per più mesi di fila
  • insonnia.

Diagnosi

In primo luogo, viene sempre fatto un esame fisico del paziente, misurando la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e una valutazione dell’indice di massa corporea.

Si esegue poi una valutazione psicologica, ponendo attenzione soprattutto alla paura di prendere peso, all’impatto della propria immagine corporea e ai sentimenti correlati al cibo.

Possono essere anche effettuati dei test di laboratorio per studiare la funzionalità del fegato e dei reni, nonché i livelli degli elettroliti, come il sodio, il calcio e il potassio.

A volte, viene valutata anche la densità minerale ossea, visto che l’alterazione degli ormoni sessuali correlata all’anoressia può comportare delle modificazioni a livello di struttura delle ossa.

Cura dell’anoressia nervosa

Al di là di quelle che possono essere le alterazioni fisiche e corporee di questi soggetti, il principale fronte su cui si concentra la terapia è quello psicologico.

Proprio per questo motivo, spesso il percorso può essere difficile e richiedere molto tempo, dato che molti individui non riconoscono di avere una patologia o non la accettano quando viene diagnosticata.

Di solito si avviano i pazienti ad una psicoterapia, individuale e/o di gruppo, cercando di coinvolgere il più possibile i familiari, in cui si cerca di de-costruire determinati concetti e di ristabilire una corretta visione del proprio corpo e della persona nel complesso.

Ci si concentra sul rapporto con il cibo e un po’ alla volta si aiuta il soggetto ad associare agli alimenti delle esperienze positive e gradevoli.

Parallelamente a questo approccio più psicologico, poi, si comincia anche ad aumentare molto gradualmente l’introito calorico con l’aiuto di esperti della nutrizione.

A volte, poiché assieme all’anoressia nervosa sono presenti ansia e/o depressione, può essere d’aiuto aggiungere dei farmaci mirati per queste patologie, anche se questi sono solo di supporto e non risolutivi.

Purtroppo, infine, si può rendere necessaria nei casi più severi l’ospedalizzazione per trattare gli effetti più gravi legati all’anoressia, che possono anche minacciare la sopravvivenza della persona.

Durante il ricovero, ci si focalizza soprattutto sull’idratazione, spesso per via endovenosa, e sulla rialimentazione mediante sondino naso-gastrico, per poi gradualmente agire anche sull’aspetto più psichiatrico del disturbo.

Prognosi

Come anticipato, il percorso di guarigione dall’anoressia può essere molto difficile e pieno di ostacoli.

Purtroppo, alcuni individui non riescono in alcun modo ad uscirne, e questo in certi casi può condurre anche alla morte.

Fortunatamente, però, esistono anche delle iniziative per rendere ancora più efficace il trattamento, come possono essere appunto i gruppi di supporto, virtuali o “dal vivo”, che sono risorse preziose per chi sta cercando di guarire e chi gli sta attorno.

In linea generale, una buona percentuale di persone riesce a superare il problema e a riprendersi completamente.

Prevenzione

L’anoressia è una malattia estremamente complessa e per questo molto difficile da prevenire.

Ovviamente, campagne di sensibilizzazione possono essere utili per rendere l’ambiente meno favorevole allo sviluppo della patologia, ma vari altri fattori possono entrare in gioco ed influire negativamente.

Sicuramente, però, essere a conoscenza dei segnali d’allarme della malattia è fondamentale, poiché può permettere a chi vive con una persona affetta da anoressia di riconoscere precocemente la malattia e di intervenire, cercando di aiutarla, il prima possibile.

Anoressia nervosa, la diagnosi e il trattamento a Roma

Da Medicalia a Roma è attivo il Centro per la cura dei Disturbi Alimentari e l’Obesità.

Medicalia è un centro di Medicina polispecialistica diretto dalla Dr. Elisabetta Perosino, specialista in Dermatologia e Vice Presidente ISPLAD.

Per ricevere maggiori informazioni o per prenotare i servizi Medicalia.

AVVISO AI PAZIENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

Bibliografia

Moore CA, Bokor BR. Anorexia Nervosa. [Updated 2022 Aug 29]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK459148/

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